Parlare di Lucca è parlare della storia, cultura, gastronomia di una città millenaria, unica nel suo genere.
Dalle presenze liguri ed etrusche alla fondazione Romana del 180 a.C., sotto la quale fu municipium e sede del triumvirato nel 56 a.C., fino alla caduta dell’impero, conquistata dagli Ostrogoti e dai Bizantini.

Con l’avvento dei Longobardi nel 570 d.C. la città vide una ripresa economica e politica diventando la capitale del Ducato di Tuscia. Nel IX secolo i Franchi di Carlo Magno si instaurano in Toscana ma Lucca mantenne le proprie istituzioni e la propria organizzazione fino all’epoca di Matilde di Canossa, quando si mantenne fedele all’imperatore Enrico IV.

Gli anni del medioevo sono pieni di lotte, intrighi e congiure e proprio col nascere dei comuni prende corpo la rivalità con la vicina Pisa. Dopo la morte del grande condottiero Castruccio Castracani, nel 1343 passò sotto il controllo di quest’ultima, dalla quale si liberò solo nel 1372 grazie all’aiuto dell’Imperatore Carlo IV di Boemia. Tranne un periodo come Ducato, sotto il governo di Paolo Guinigi, la città dal 1430 fu retta sempre da un governo repubblicano e riuscì a rilanciarsi a livello europeo grazie al commercio e all’attività dei suoi abili banchieri.

La città cambiò il suo volto abbattendo le torri medievali e costruendo la cinta muraria che tutt’oggi la caratterizza.
Lucca visse in pace e rimase una repubblica fino al 1799, anno in cui fu invasa dalle truppe napoleoniche. Il condottiero francese però le concesse lo stato di Repubblica fino al 1805, quando la trasformò in un principato costituzionale governato dalla sorella dell’imperatore, Elisa Bonaparte, e da suo marito Felice Baciocchi.

Nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, Lucca passò sotto il controllo di Maria Luisa di Borbone.

Il 1847 fu un anno storico per Lucca: Carlo Ludovico di Borbone, figlio di Maria Luisa, firmò l’annessione della città al Gran Ducato di Toscana, facendole perdere la secolare indipendenza.

L’annessione al nuovo Regno d’Italia avvenne nel 1860. Durante la seconda metà dell’ottocento Lucca godette di un favorevole periodo di sviluppo economico, grazie soprattutto alle sue produzioni tessili e all’industria della carta.

Nel novecento la città proseguì sulla via dello sviluppo fino alla Seconda Guerra Mondiale. Lucca venne risparmiata dai bombardamenti ma, con il fronte a pochi chilometri di distanza (Linea Gotica), assistette a grandi rappresaglie ed episodi violenti, come la tristemente nota Strage di Sant’Anna di Stazzema.

La capacità imprenditoriale e il naso per gli affari dei lucchesi fecero sì che la città si riprendesse velocemente dalla guerra e Lucca fu in grado di sviluppare nuovo interesse in campo economico e nei settori legati alla tradizione, alla cultura e al turismo.