La città, da sempre rivale di Pisa, conseguì svolgere un ruolo fondamentale rivisitando e arricchendo lo stile Romanico Pisano facendone una identità propria.

La città delle cento chiese e delle duecento torri medievali sempre si reinventò, pur nella propria sobrietà e parsimoniosa storia.
La presenza di un’opera prima rinascimentale come il monumento funerario a Ilaria del Carretto, dovuta al senese Jacopo Della Quercia, la colloca sempre all’interno dei movimenti rinnovatori della Toscana del quattrocento.
La presenza del Ghirlandaio, di Filippino Lippi e poi di Amico Aspertino o del Tintoretto, riconducono Lucca sulla scena artistica Italiana.
I grandi Matteo Civitali, Pompeo Batoni fino all’architetto Lorenzo Nottolini elevarono l’arte cittadina al pari di grandi nomi internazionali.

Le mura poi, importantissima e sofferta opera d’ingegneria, rappresentano un prototipo militare e artistico di indiscusso livello, considerate come un’opera di difesa tra le più all’avanguardia per l’epoca hanno saputo ricucirsi al tessuto urbano diventando una delicata ma oltremodo imponente passeggiata pubblica.

Ultima, ma non per importanza, la Musica.
Dal Boccherini al Catalani, da Geminiani a Puccini la terra di Lucca sembra essere privilegiata dalla presenza di grandi talenti.

Un ricordo inoltre va a due artisti importanti all’estero ma quasi sconosciuti in Italia: il grande pittore brasiliano Alfredo Volpi, nato a Lucca nel 1896, e l’architetto Luigi Lucarini nato a Lucca nel 1842 il quale, all’età di 35 anni, si trasferì in Brasile e fu il responsabile della costruzione della maggior parte degli edifici della città di Maceió.